L'obiettivo della medicina comportamentale veterinaria è il benessere del cane.
Essendo "fido" un animale sociale questo implica una sua tranquilla e serena relazione con il mondo che lo circonda: animali, uomini e la realtà di tutti i giorni in cui deve vivere.
Visto che anche in questa branca della medicina vige la regola "prevenire è meglio che curare", sarebbe meglio parlare di medicina più che di patologia comportamentale.
In altre parole conviene partire con il piede giusto nella scelta del cucciolo piuttosto che "curare" dei suoi atteggiamenti considerati patologici o meglio non consoni alle attese del padrone.
Per fare ciò è importante focalizzare l'attenzione sul cane e su tutto il sistema a lui collegato come, ad esempio, il tipo di vita del proprietario, le sue aspettative, il suo carattere e la sua famiglia.
La scelta del cucciolo deve basarsi su una razionale identificazione della razza più adatta e, in seguito, bisogna conoscere a fondo l'ambiente in cui il soggetto è stato allevato e le possibilità che ha avuto di socializzare con uomini e altri cani.
Riguardo alla razza d'appartenenza bisogna tenere presente che un cane farà sempre ciò per cui è stato selezionato e, se ciò non piace anche al padrone, è molto probabile che la convivenza tra i due non sia idilliaca.
Per fare un esempio, consideriamo una razza oggi di moda : il piccolo jack Russell terrier.
E' un cane energico, irrequieto, testardo, amante del fango e della vita all'aria aperta.
Mal si troverebbe con una persona che ama stare tutto il giorno a leggere o a guardare la televisione o sicuramente potrebbe creare dei problemi ad un padrone permissivo che non oserebbe contrariare neanche una mosca.
Nella sua indole, nella sua genetica, meglio definita in termini tecnici come "memoria di razza" ci sono corse sfrenate, un carattere tendenzialmente rissoso soprattutto nei maschi e un innato istinto a cacciare prede nascoste in qualsiasi nascondiglio.
Se viene rinchiuso tutto il giorno tra quattro mura è facile che si inventi "una caccia da città" distruggendo tutto ciò che gli viene a tiro come cuscini, peluche e altre prede immaginarie oltre a cercare in tutti i modi di litigare con il grosso e tranquillo cane del vicino o addentare anche il figlio del padrone che ha provato ad importunarlo troppo.
Il nostro Jack non è però da considerarsi uno squilibrato, è solo un povero disadattato costretto ad una vita che non è quella per cui è nato.
All'inverso per uno che ama correre o fare lunghe passeggiate o ha un carattere agitato, tendenzialmente sempre in movimento, è poco indicato un pigro Bull dog o un basset-hound,amanti della quiete e del dolce far niente.
E se il cane invece è un trovatello preso in un canile?
In questo caso è ovviamente più difficile fare delle valutazioni generali.
Ogni cane, in questo caso, fa storia a sé.
Il comportamento di questi sfortunati amici è già stato condizionato da esperienze precedenti che in alcuni casi possono lasciare delle ripercussioni sul loro carattere per tutta la vita.
Non sapremo forse mai come il nostro begnamino è stato trattato, se è stato ad esempio picchiato, abbandonato, molestato da bambini o semplicemente tolto troppo presto dalla madre.
Ci sarà bisogno di più pazienza e impegno quando il nostro amico svelerà con il tempo i danni subiti, magari evidenziando delle paure o dei comportamenti "anomali" che non riuscirà a superare nonostante il nostro amore.
Concludendo, quindi, è importante, quando è possibile , informarsi a fondo sulle doti caratteriali del la razza che avremmo deciso di prendere.
Nel caso, invece, del trovatello, l'amore probabilmente vi renderà più pazienti quando e se arriveranno i problemi.
In ogni caso prima di prendere in braccio il nostro cucciolo facciamoci un approfondito esame di coscienza e chiediamoci se il suo stile di vita è consono al nostro.
In fondo siamo noi che abbiamo deciso di dividere quindici anni della nostra vita con lui.
(Articolo inserito il 12 novembre 2009)
Dott.ssa Cristina Tarizzo
Ambulatorio Veterinario Netro -Torino - Gruppocvit